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Cappella di San Lazzaro alla Marmorata

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San Lazzaro alla Marmorata
San Lazzaro alla Marmorata

La cappella di San Lazzaro alla Marmorata era una cappella o una chiesa di Roma che sorgeva lungo la via Marmorata, presso l'arco di San Lazzaro, che faceva parte di un antico magazzino romano e che prese il nome da questa chiesa, al confine tra i rioni Ripa e Testaccio. Era dedicata a San Lazzaro, il fratello di Santa Marta, e a San Lazzaro il lebbroso.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Cappella di San Lazzaro alla Marmorata (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Cappella di San Lazzaro alla Marmorata
Via Marmorata, Roma Municipio Roma I

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Via Marmorata 28
00153 Roma, Municipio Roma I
Lazio, Italia
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San Lazzaro alla Marmorata
San Lazzaro alla Marmorata
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Luoghi vicini

Santuario di Giove Dolicheno

Il santuario di Giove Dolicheno (in latino Dolocenum) era un tempio di Roma, situato sul colle Aventino. Risaliva al tempo di Antonino Pio e i mattoni bollati testimoniano una data di costruzione posteriore al 138, mentre un'iscrizione è datata 150. Nella seconda metà del II secolo venne dotato di copertura (inizialmente era all'aperto), come segnalano i bolli delle tegole. Fu restaurato più volte, soprattutto nel III secolo, quando il culto di Giove Dolicheno, divinità originaria dell'Asia Minore protettrice dei soldati, raggiunse il suo apogeo. Il tempio era segnalato sui Cataloghi Regionari e grazie a vari ritrovamenti è stato collocato nell'area vicino alle chiese di Sant'Alessio e di Santa Sabina. Venne rinvenuto nel 1935 in occasione dell'apertura di via San Domenico, scavando lungo il lato settentrionale e parte dei lati brevi, dove è stato rinvenuto un cortile e tracce di una fase più antica, probabilmente augustea. La pianta totale del complesso misurava 22,60 x 12 metri. Era presente una sala più vasta, preceduta da atrio e seguita da un terzo vano quasi quadrato. L'ambiente centrale era il più importante e qui vennero rinvenuti i resti di un altare e una grande iscrizione a Giove Dolicheno da parte di tali Annius Iulianus e Annius Victor. Nell'edificio vennero scoperte numerose statue, rilievi e iscrizioni, che evidenziavano un culto sincretico, che tendeva a aggregare le divinità più varie, in particolar modo quelle di edifici sacri vicini sull'Aventino: Diana, Iside, Serapide, Mitra, i Dioscuri, il Sole e la Luna. Questi oggetti oggi sono esposti nei Musei Capitolini.