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Orto botanico di Brera

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Brera Botanical Garden 4
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L'Orto Botanico di Brera, chiamato anche Hortus Botanicus Braidensis, si trova al centro di Milano nel Palazzo di Brera. L'orto botanico, che nei suoi 5000 metri quadrati conserva circa 300 specie diverse, è stato voluto dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria nel 1774, insieme all'osservatorio astronomico. Dopo un periodo di abbandono, è stato recuperato e restaurato grazie all'Università degli Studi di Milano, nel 1998 è stato aperto al pubblico e nel 2013 è stata aperta una nuova cancellata d'ingresso progettata da Ruggero Moncada di Paternò Dal 2005 fa parte del Museo Astronomico-Orto Botanico di Brera, struttura della Statale e Museo riconosciuto dalla Regione Lombardia. Oltre alle specie botaniche si possono ammirare le architetture del passato, come la serra attribuita al Giuseppe Piermarini, la vasca settecentesca in cui crescono iris e ninfee, ed un arboreto riqualificato nel 2018. Attraversando l'orto botanico si incontrano le aiole, restaurate secondo il loro aspetto originario: l'aiola delle piante officinali le aiole del genere Salvia l'orto degli ortaggi la collezione di bulbi primaverili la collezione di Peonia spp. e Aquilegia spp. Tra gli esemplari di alberi presenti nell'orto botanico ricordiamo: Acer pseudoplatanus, Magnolia grandiflora, Celtis australis, Platanus hybrida, Juglans nigra, Tilia tomentosa, Ailanthus vilmoriniana, Diospyros kaki, Ilex cornuta, Pterocarya fraxinifolia, Firmiana platanifolia, Ginkgo biloba. L'orto botanico di Brera ha collaborato con il Centro internazionale dei bulbi da fiore di Hillegom in uno studio sulla funzione estetica delle piante erbacee nell'abbellimento delle aiuole dedicate ai bulbi. Tra le specie di bulbi sono presenti varie cultivar, tra i generi ricordiamo: Hyacinthus, Narcissus, Tulipa, Leucojum. Tra le specie, sono presenti: Allium ursinum, Leucojum aestivum, Muscari comosum, Muscari armeniacum, Tulipa clusiana, Scilla sibirica, Tulipa linifolia, Tulipa turkestanica. Osservatorio astronomico di Brera Scuola superiore di Agricoltura di Milano Rete degli orti botanici della Lombardia Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Orto botanico di Brera Sito ufficiale, su ortibotanici.unimi.it. (EN) Sito ufficiale, su ortibotanici.unimi.it. Orto botanico di Brera, su CulturaItalia, Istituto centrale per il catalogo unico.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Orto botanico di Brera (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Orto botanico di Brera
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Brera Botanical Garden 4
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Luoghi vicini

Chiesa di Santa Maria in Brera
Chiesa di Santa Maria in Brera

La chiesa di Santa Maria in Brera era una chiesa di Milano, parzialmente demolita e stravolta fra il 1808 e il 1809 per ricavare nuove stanze della Pinacoteca, venendo di fatto inglobata nel palazzo di Brera. La chiesa di Santa Maria in Brera faceva parte del convento degli Umiliati, citata per la prima volta nella bolla con cui papa Innocenzo III nel 1201 approvava la regola del movimento. Nel 1346 venne chiamato Giovanni di Balduccio da Pisa per il rifacimento della facciata. Nel 1485 è realizzata qui la Madonna del tappeto, di Vincenzo Foppa. Nel periodo della Controriforma subentrano agli Umiliati i Gesuiti; nel 1572, anno di realizzazione del palazzo di Brera, venne ristrutturata dal Richini. La chiesa venne sconsacrata nel 1806. Nel 1808 si decise di tramezzare la chiesa, così da poter ricavare nuove sale - i cosiddetti Saloni Napoleonici - per ospitare la Pinacoteca di Brera, che stava prendendo forma proprio in quegli anni. I lavori, affidati all'architetto Pietro Gilardoni si protrassero fino all'anno successivo: il 15 agosto 1809 - in onore del compimento del quarantesimo anno di vita di Napoleone - vennero inaugurate le tre nuove sale, dominate dal grande gesso di Napoleone come Marte pacificatore, realizzato da Antonio Canova, mentre al piano terra trovava sede il nascente Museo archeologico. L'evento fu solo temporaneo; l'effettiva apertura della galleria delle statue e delle pitture avrebbe avuto luogo soltanto il 20 aprile 1810. Dopo la demolizione i bassorilievi e le sculture della facciata e frammenti del portale della chiesa di Santa Maria in Brera vengono trasferiti al Museo d'arte antica del Castello Sforzesco di Milano (dove ancora oggi sono visibili). Altre vennero reimpiegate dal Canonica per la realizzazione della facciata della cascina San Fedele, al parco di Monza. Altri frammenti si trovano nella villa Antona-Traversi di Desio. Le opere pittoriche (tele ed affreschi poi staccati) che ornavano l'interno della chiesa, di Bernardino Luini, Bernardino Zenale, Bartolomeo Suardi detto il Bramantino e Vincenzo Foppa, sono oggi conservati nella Pinacoteca di Brera e nel Museo della scienza e della tecnologia di Milano. Altre parti di affresco attribuite a Giusto dei Menabuoi, frammenti di vele, basamenti di colonne, capitelli e decorazioni murali sono ancora visibili negli spazi (esterni ed interni) adibiti alle aule di scenografia dall'attuale Dipartimento di progettazione e arti applicate dell'Accademia. Ad oggi, per quanto sia stata del tutto inglobata all'interno del palazzo di Brera, si possono ancora individuare le strutture originarie della chiesa: sono ancora visibili alcune campate di fondo, parte del presbiterio e la base del campanile. Lo spazio antistante la chiesa è conosciuto come "piazzetta di Brera", ed è dominato dalla statua di Francesco Hayez, realizzata nel 1890 da Francesco Barzaghi. Nei vecchi ambienti della chiesa è oggi ospitata l'aula di scenografia dell'Accademia di Brera. L'unica raffigurazione finora nota che raffigura la vecchia chiesa è un'incisione settecentesca di Giorgio Giulini. La chiesa si sviluppava su una pianta rettangolare, priva di transetto e terminante in tre vani absidali quadrati; gli interni erano suddivisi in tre navate, intervallate da eleganti colonne in serizzo, con basi modulate ad anelli e capitelli ascrivibili per il repertorio figurativo a decorazioni zoomorfe alla scultura lombarda del tardo Duecento. Le navate laterali contavano undici campate ciascuna; al di sopra dell'ultima campata orientale si innalzava la torre campanaria. Gli elementi strutturali e decorativi presentano una notevole affinità con San Pietro a Viboldone, appartenente anch'essa all'ordine degli Umiliati. La facciata della chiesa, particolarmente ricca e composita, risalirebbe secondo l'iscrizione posta al tempo sull'architrave del portale, al 1347 e sarebbe attribuibile a Giovanni di Balduccio da Pisa. Presentava un profilo a capanna e si caratterizzava per il grande portale a tutto sesto con profonde strombature, realizzato in marmo chiaro, coronato da un'alta ghimberga con un piccolo rosone cieco e una piccola edicola finale. La chiesa appariva fortemente slanciata verso l'alto, oltre che per il particolare portale, anche per la rapida successione dei quattro sottili contrafforti, che caratterizzavano gli interni. La facciata, interamente rivestita in lastre marmoree a bande orizzontali, si alternava con tonalità bianche e grigie, di cui è rimasto un frammento nell'esterno sud-ovest del Palazzo di Brera. Le aperture erano organizzate in tre ordini orizzontali: bifore in quello inferiore e centrale, trifore in quello superiore. Chiese di Milano Chiese scomparse di Milano Palazzo di Brera Cascina San Fedele Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su chiesa di Santa Maria in Brera LombardiaBeniCulturali - Chiesa di Santa Maria in Brera, Milano, su lombardiabeniculturali.it.

Stazione meteorologica di Milano Brera
Stazione meteorologica di Milano Brera

La stazione meteorologica di Milano Brera è la stazione meteorologica di riferimento relativa all'area urbana della città di Milano. La stazione meteorologica, da sempre di tipo urbano, si trova nell'Italia nord-occidentale, in Lombardia, nel comune di Milano presso lo storico Palazzo Brera, a 122 metri s.l.m. e alle coordinate geografiche 45°28′19″N 9°11′20″E45°28′19″N, 9°11′20″E. Essendo attiva fin dal 1763 possiede una delle più lunghe serie storiche termo-pluviometriche italiane. Da sempre ubicata presso lo storico Palazzo Brera nel corso degli anni ha subito vari piccoli spostamenti e riposizionamenti, pur rimanendo sempre ubicata nel medesimo complesso architettonico, come di seguito elencato: Fra il 1763 e il 1834 era ubicata presso l'ala occidentale del palazzo a 131 metri s.l.m. Fra il 1835 e il 1963 venne alloggiata presso la vecchia finestra nell'angolo nord-occidentale del complesso architettonico a 145 metri s.l.m. Mentre si trovava in questa ubicazione furono prima introdotti i termometri a scala centigrada (1860) e poi la capannina lignea (1920). Tra il 1964 e il 1968 il sensore termometrico fu temporaneamente collocato presso il giardino botanico che si estende di fronte alla facciata meridionale a 121 metri s.l.m. Tra il 1968 e il 1987 fu ricollocata presso la precedente ubicazione a 145 metri s.l.m. Tra il 1987 e il 1993, in seguito al trasferimento dell'osservatorio meteorologico precedentemente costituito e del personale presso la nuova sede di Piazza del Duomo, le osservazioni furono portate avanti dal personale dell'osservatorio astronomico di Brera con la strumentazione ubicata presso il lato orientale della base della cupola a 143 metri s.l.m. Dal 1993 è stata infine posizionata in prossimità della precedente area di ubicazione sul lato nord-occidentale del complesso architettonico a 148 metri s.l.m. Dal 19 marzo 1990 la stazione meccanica è affiancata da una centralina automatica gestita dall'ARPA Lombardia che, successivamente, ha definitivamente rimpiazzato la vecchia stazione meccanica, dismessa alla fine del 2000, permettendo la continuità delle osservazioni presso la storica ubicazione di Palazzo Brera. In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +3,1 °C mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +24,6 °C; valori inferiori si registrano nelle campagne circostanti dove l'effetto "isola di calore" è assente. Le precipitazioni medie annue sono di 895 mm, mediamente distribuite in 81 giorni, con picco autunnale, massimi secondari primaverile ed estivo e minimo invernale. In base alla media secolare (1900-2000), la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +2,6 °C mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +24,7 °C; valori inferiori si registrano nelle campagne circostanti dove l'effetto "isola di calore" è assente. Le precipitazioni medie annue sono di 983 mm, mediamente distribuite in 105 giorni, con picco autunnale, massimi secondari primaverile ed estivo e minimo invernale. Gli estremi termici assoluti registrati dal 1763 sono ad oggi i +38,3 °C dell'11 agosto 2003 e del 24 agosto 2023 e i -17,3 °C del 23 gennaio 1855. Milano Clima italiano Stazione meteorologica Stazione meteorologica di Milano Linate Dati in tempo reale dalla centralina di Milano Brera, su ita.arpalombardia.it. URL consultato il 26 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Monumento a Francesco Hayez
Monumento a Francesco Hayez

Il monumento a Francesco Hayez è una scultura in bronzo collocata a Milano in piazzetta Brera e inaugurata il 10 febbraio 1890 a memoria del celebre pittore veneziano. Nel 1884, due anni dopo la morte di Francesco Hayez (1791-1882), fu aperta una sottoscrizione per un monumento in sua memoria. Per la realizzazione fu incaricato lo scultore Francesco Barzaghi. Il monumento riporta sul fronte l'epigrafe «FRANCESCO HAYEZ / MDCCCXC». Ai lati sono riportati due bassorilievi in bronzo con copie di due opere del pittore veneziano, Il bacio e Le veneziane (o La vendetta d'una rivale). Hayez è raffigurato a grandezza maggiore del vero all'impiedi e abbigliato con veste e copricapo da pittore; il capo è rivolto leggermente verso sinistra, come a guardare idealmente una tela che l'aratista stia dipingendo; nella mano sinistra porta tavolozza e pennelli, nella mano destra un unico pennello. La statua venne scoperta domenica 10 febbraio 1890, settimo anniversario della morte di Hayez, con una cerimonia di onoranze in cui furono ricordati contemporaneamente Hayez, i pittori Tranquillo Cremona e Luigi Bisi e il conte Francesco Sebregondi, segretario dell'Accademia di Belle Arti. Alla cerimonia partecipò anche la vedova di Hayez, Angiolina Rossi. Atti della R. Accademia di Belle Arti in Milano anno MDCCCLXXXIX, Milano, Tipografia Pietro Faverio, 1890, pp. 43-46. Francesco Hayez Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su statua a Francesco Hayez

Monumento a Pietro Verri
Monumento a Pietro Verri

Il monumento a Pietro Verri è un'opera scultorea realizzata da Innocenzo Fraccaroli (1805-1882) posta nel cortile d'onore del palazzo di Brera a Milano. L'idea di dedicare una statua a Pietro Verri, celebre filosofo, economista e storico milanese, venne nel 1843 in contemporanea a quella per il monumento a Bonaventura Cavalieri che doveva essere realizzato in occasione della sesta riunione degli scienziati italiani che si sarebbe tenuta a Milano proprio nel palazzo di Brera, sede dell'Istituto Lombardo di scienze, lettere e arti. Le due statue avrebbero occupato così posizioni contrapposte nel cortile. La sottoscrizione venne aperta dal 2 luglio 1843 e fu incaricato della realizzazione Innocenzo Fraccaroli. Il monumento fu inaugurato il 12 settembre 1844 (giorno successivo all'inaugurazione del monumento a Bonaventura Cavalieri). In occasione dell'inaugurazione venne anche coniata una medaglia con effigie di Pietro Verri. Dritto: CONTE PIETRO VERRI MILANESE Busto a sinistra.Esergo: F. PUTINATI Rovescio: Nel campo in dodici righe sormontate da corona di alloro: FILOSOFO ISTORIOGRAFO | CERCÒ E SCRISSE IL VERO GIOVEVOLE A TUTTI | MAGISTRATO DI RETTITUDINE E DI ZELO | CON SAPIENZA OPEROSA E CONSIGLIO MAGNANIMO | PROSPERÒ LA PATRIA E LO STATO | ITALIANI E STRANIERI | ALL'UOMO BENEMERENTE DEGLI UOMINI | ERESSERO IN MILANO PUBBLICA STATUA | L'ANNO MDCCCXLIV | PRESENTE PLAUDENTE | IL VI CONGRESSO SCIENTIFICO | DELL'ITALIA Venne inoltre realizzata un'edizione speciale delle Opere filosofiche ed economiche di Pietro Verri con inserite le riproduzioni del monumento e della medaglia. Palazzo di Brera Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su monumento a Pietro Verri