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Tor Marancia

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Tormarancia
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Tor Marancia è la zona urbanistica 11E del Municipio Roma VIII di Roma Capitale. Si estende sul quartiere Q. XX Ardeatino. Il nome di Tor Marancia deriva probabilmente dalla deformazione medievale di Amaranthus, nome di un liberto che prese in gestione la tenuta agricola e la villa della famiglia Numisia Procula nel II secolo d.C. I resti di tale villa sono ancora visibili oggi nei pressi di via Giulio Aristide Sartorio. Un atto di vendita, tramandato da tradizione manoscritta, riporta la trascrizione di un'epigrafe latina CIL VI 10233 in cui sono menzionati i praedia Amarantiana, nome prediale derivato quasi sicuramente da Amaranthus, i cui praedia (poderi) erano appartenuti prima di passare a nuova proprietà. Si potrebbe anche pensare che data la vicinanza del piccolo fiume Almone, detto anche "Marrana" dell'Acquataccia, si sia generato "Marancia", da una distorsione di "Marana Accia'". La torre originale, torre Marancia, è andata distrutta tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, nella mappa del Catasto Alessandrino del 1660 già non è più presente. Si trovava su via delle Sette Chiese nell'attuale proprietà degli Horti Flaviani, cioè appartenente alla famiglia imperiale dei Flavi, nei pressi delle Catacombe di Santa Domitilla. Quella attuale, presente su viale di Tor Marancia, è stata chiamata sino al XVIII secolo torre di San Tommaso e solo successivamente ha assunto la denominazione dell'omonimo viale. Costruita nel XIII secolo, in blocchetti di tufo, alta circa 15 metri per 6 metri di lato, conserva ancora i resti della merlatura originaria. Ebbe inizialmente lo scopo di torre semaforica per l'avvistamento dei pirati saraceni che venivano dal mare, successivamente, con l'inasprimento delle lotte baronali ebbe anche uno scopo militare per la difesa del territorio. Le antiche mappe permettono di ubicare altre torri, oggi distrutte, presenti nella tenuta tra cui: la torre di Santa Maria nei pressi dell'odierno palazzo della Regione Lazio, demolita nel 1941 per far spazio alla via Cristoforo Colombo; la torre Fonte de Papa una piccola struttura con a fianco una sorgente di acqua potabile, fu demolita alla fine degli anni '50 del XX secolo per lasciar spazio ai nuovi edifici e la sorgente venne interrata, sorgeva all'incrocio tra Via G. A. Sartorio e Via dell'Annunziatella; e infine la torre delle Vigne che sorgeva nei pressi di piazza F. M. Lante. La tenuta di Tor Marancia, con una superficie di circa 253 ettari, confinava con la limitrofa tenuta di Grottaperfetta e con le strade di San Paolo, del Divino Amore e dell'Annunziatella. Due fiumi, oggi canalizzati e coperti, attraversavano la zona: a nord l'Almone e a sud il fosso di Grottaperfetta. Nel XV secolo la Tenuta era conosciuta anche come casale delle Peschiere. Vi si succedettero varie nobili famiglie: i Porcari, i Leni, i Tebaldi e i Bottoni. Dal 1481 al 1797 appartenne all'Ospedale del SS. Salvatore al Sancta Sanctorum; successivamente la proprietà passò al duca Luigi Braschi Onesti nipote di papa Pio VI, poi al Conte Domenico Lavaggi. Dal 1816 al 1824 la tenuta appartenne a Maria Anna di Savoia duchessa di Chiablese, figlia del re di Sardegna Vittorio Amedeo III di Savoia, che oltre a sfruttare le cave di pozzolana presenti nell'area, intraprese nel 1817 con l'archeologo Luigi Biondi una campagna di scavi da cui emersero i resti di due antiche ville romane: di Munatia Procula e di Numisia Procula. I pregiati ornamenti ritrovati (mosaici, statue ed epigrafi antiche) andarono a nobilitare le residenze aristocratiche savoiarde dell’epoca. I reperti sono oggi in parte esposti nella Galleria dei Candelabri presso i Musei Vaticani e a Palazzo Guglielmi Chiablese in piazza dell'Enciclopedia Italiana 50 (già piazza Paganica) a Roma. Nei primi anni '30 del XX secolo, i cittadini espulsi dai rioni centrali di Roma, a seguito dei primi sventramenti fascisti per "bonificare" il centro dalle manifestazioni più visibili di disagio sociale, assieme agli emigrati provenienti dall'Italia meridionale e alle famiglie messe sul lastrico dalla liberalizzazione degli affitti, si costituì la borgata governatoriale di Tor Marancia (conosciuta anche come Tormarancio). I lavori iniziarono nel maggio del 1933 e furono affidati alla ditta "F.lli Giovannetti" già specializzata in questo genere di appalti. La borgata era formata da un assembramento di baracche, casette in muratura o in legname e sorgeva in un'area prevalentemente paludosa e insalubre (la tubercolosi era molto diffusa). Le case avevano i pavimenti in terra battuta, senza acqua, i servizi igienici erano in comune e spesso guasti, erano inesistenti: le scuole, i trasporti pubblici e il pronto soccorso. Nelle vicinanze vi era l'Istituto Romano San Michele, costruito nel 1932 e il comprensorio delle Sette Chiese: una casa di riposo per anziani e un agglomerato di "casa rapide". A causa dei periodici allagamenti, per l'infelice collocazione in una zona infossata, la piccola borgata assunse il nomignolo di Shanghai". «Ebbene, io vivo a Tormarancio, con mia moglie e sei figli, in una stanza che è tutta una distesa di materassi, e quando piove, l'acqua ci va e viene come sulle banchine di Ripetta», lamentava il protagonista di uno dei racconti romani di Alberto Moravia (Il Pupo, 1954). La costruzione delle attuali case popolari iniziò nel 1947 per l'intercessione dei due senatori del PCI: Edoardo D'Onofrio e Emilio Sereni, a seguito della legge De Gasperi sul risanamento delle borgate, conclusasi nel 1960. Chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia, su via Andrea Mantegna. Dal 2015 al numero civico 63 di viale di Tor Marancia, un gruppo di artisti internazionali, specializzati nelle decorazioni murali, ha realizzato sulla facciata di ciascuna palazzina una serie di murales di varia tematica e diversi stili. Il quartiere ha una squadra di calcio a 11, il Tormarancio M.C., fondato nel 2002 e conquista la sua prima promozione in seconda categoria vincendo la "coppa provincia di Roma" nel 2005, alcuni degli artefici di quell'impresa sono Vigliotti, D'Agostino, Giancaterini, Gherzevic e come allenatore Pugnalini, si succederanno molte stagioni in seconda categoria fino alla promozione in prima categoria con l'allenatore Paterniani, sarà poi Bussone a portare il Tormarancio in promozione e a mantenere la categoria fino al 2014\2015, a quel punto la vecchia presidenza composta da Cavalli, Sacco e Menotti lasciano spazio a Cirulli, le nuove scelte fanno in modo che la squadra arrivi ultima nel girone. Ad agosto 2015 il Tormarancia M.C. lascia la matricola ed il posto in Prima Categoria al neonato Play Eur, ricominciando l'attività agonistica dalla Terza Categoria con la presidenza di Cavalli, già ex presidente. Il rinato club passa dopo solo una stagione in Seconda categoria, sfiorando l'impresa di vincere la finale provinciale di terza categoria. La stagione successiva vede il club trionfare in Seconda Categoria arrivando primi in classifica e guadagnando la Prima Categoria dopo appena due anni dalla rifondazione. A settembre 2014 viene fondata anche, da quattro soci del quartiere, il Tormarancia M.VIII, iscritto alla serie B della Lega Calcio a 8. A settembre del 2015 la stessa Lega Calcio a 8 ratifica l'ammissione in serie A2 nazionale per il club del quartiere. Alla fine della stagione 15-16, il club del presidente Caterini Fabio sfiora l'ingresso ai playoff per l'accesso alla serie A nazionale, piazzandosi al quarto posto della regular-season, guadagnando l'iscrizione alla serie cadetta anche per la stagione futura. All'alba della stagione 16-17 il sodalizio cambia nome diventando Tormarancia C8 P&R, con il suffisso del nome societario legato allo sponsor "Pulcinella & Rugantino". Dopo aver concluso la stagione regolare al secondo posto, il team amaranto ha battuto ed eliminato nei play-off in serie: la S.S. Lazio Calcio a 8, Tony Ponzi Inv. V.L., Steaua 2005 ed in finale l'Atletico Winspeare, club con sede nell'isola di Ponza, col risultato di 1-0, diventando di fatto la regina del torneo di A2, guadagnando a pieno titolo anche l'accesso in Serie A nazionale. Nell'ottobre 2019 viene fondata la Rosarossashangai, la squadra viene iscritta alla serie A2 nella Lega Calcio a 8. Luciano Villani, 2.4 Tor Marancia, Gordiani, Pietralata (PDF), in Le borgate del fascismo. Storia urbana, politica e sociale della periferia romana, Milano, Ledizioni, 2012, pp. 70-82, ISBN 978-88-6705-014-7, OCLC 917209631. Alessandro Mazza, Via Delle Sette Chiese In Roma. Un percorso storico, archeologico, paesistico, a cura di Gabriele M. Guarrera, Roma, Gangemi editore, 1997, pp. 98-106, ISBN 978-88-7448-746-2. Lucrezia Spera, Via Ardeatina, collana Antiche Strade, Lazio, Istituto Poligrafico e Zecca Dello Stato, 2002, pp. 48-51, ISBN 978-88-240-3569-9. Luigi Biondi, I Monumenti Amaranziani illustrati. Appendice al Museo Chiaramonti, vol. III, Roma, 1843. A. Mosca, Disiecta Membra. Materiali archeologici di collezione e di provenienza ignota o incerta. 1) Gruppo di materiali archeologici conservati in Palazzo Guglielmi, in “Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma” 94 (1990-1991), pp. 393– 400. A. Cipriani, A. Granelli, L'ultima campagna intorno a noi: ambiente ed evoluzione storica da Tor Marancia all'Annunziatella Archiviato il 19 marzo 2018 in Internet Archive. Ebook Tenuta di Tor Marancia. Paolo Petaccia e Andrea Greco, Borgate. L'utopia razional-popolare, collana Roma Capitale, Roma, Officina Edizioni, 2016, ISBN 978-88-6049-194-7. Milena Farina e Luciano Villani, Borgate romane: storia e forma urbana, collana Libria, Melfi, Casa Editrice Libria, 2017, ISBN 978-88-6764-106-2, OCLC 987026520. Tavolo Archivio Storico VIII Municipio di Roma, III quaderno di Moby Dick, Tor Marancia - Borgata di Roma. Dal fango di Shangai ai colori dei murales, Iacobelli Editore, 2019, ISBN 9788862524735 Borgate ufficiali di Roma Garbatella Via delle Sette Chiese Via Ardeatina Agostino Di Bartolomei Mario Dell'Arco Centro regionale Sant'Alessio - Margherita di Savoia per i ciechi Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tor Marancia

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Ardeatino è il ventesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XX. Prende il nome dalla via Ardeatina. Si trova nell'area sud della città, a ridosso delle Mura aureliane. Il quartiere confina: a nord con i rioni R. XXI San Saba e R. XIX Celio a est con i quartieri Q. IX Appio-Latino e Q. XXVI Appio-Pignatelli a sud-est con la zona Z. XXI Torricola a sud con la zona Z. XXII Cecchignola e il quartiere Q. XXXI Giuliano-Dalmata a ovest con i quartieri Q. XXXII Europa e Q. X Ostiense Nei primi giorni di settembre del 1943, dopo l'armistizio, il quartiere, come molte altre zone a sud della città fu teatro di diversi combattimenti tra la popolazione resistente e i nazifascisti. Nel dopoguerra fu eretto, nella piazza della zona detta Montagnola, un monumento ai caduti circondato da un parco pubblico, a ricordo dei tragici eventi del 1943. Il 24 marzo 1944, presso le Fosse Ardeatine, avvenne uno dei più efferati atti di rappresaglia dell'esercito di occupazione tedesco. Casale de Merode o di Tor Marancia, su via delle Sette Chiese. Casale del VII secolo. 41.857844°N 12.507428°E41°51′28.24″N, 12°30′26.74″E Casale della Vignacce, lungo il vicolo di Tor Carbone, nella tenuta Muracci dell'Ospedaletto. Casale del XVII secolo. 41.839088°N 12.524514°E41°50′20.72″N, 12°31′28.25″E Casale di Vigna Viola, lungo via Ardeatina, nella tenuta Zampa di Bove. Casale del XVIII secolo. 41.845978°N 12.51919°E41°50′45.52″N, 12°31′09.08″E Casale Torlonia, al III miglio di via Appia Antica. Casale del XVII secolo. 41.845055°N 12.528417°E41°50′42.2″N, 12°31′42.3″E Casale Caribelli, su viale Pico della Mirandola. Casale del XVIII secolo. 41.846721°N 12.485256°E41°50′48.2″N, 12°29′06.92″E Basilica di San Sebastiano fuori le mura, su via Appia Antica. Chiesa del IV secolo. Chiesa dell'Annunziatella, su vicolo dell'Annunziatella. Chiesa del XIII secolo. Chiesa di Santa Francesca Romana, su via Augusto Franzoi. Chiesa del XX secolo (1936). 41.862305°N 12.501927°E41°51′44.3″N, 12°30′06.94″E Edificio in stile razionalista dell'architetto Giuseppe Zander. Parrocchia eretta il 23 maggio 1959 con il decreto del cardinale vicario Clemente Micara "Supremam in Ecclesia". Chiesa di Gesù Buon Pastore, nel piazzale dei Caduti della Montagnola. Chiesa del XX secolo. (1950-57). Chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia, su via Andrea Mantegna. Chiesa del XX secolo (1957). Chiesa dei Santi Martiri dell'Uganda, nel largo Santi Martiri dell'Uganda. Chiesa del XX secolo (1971). 41.845203°N 12.48979°E41°50′42.73″N, 12°29′23.24″E Parrocchia eretta il 4 settembre 1970 con il decreto del cardinale vicario Angelo Dell'Acqua "Pervigili cura". Chiesa della Santissima Annunziata a Via Ardeatina, su via di Grotta Perfetta. Chiesa del XX secolo (1987). Edificio in stile modernista dell'ingegnere Ignazio Breccia Fratadocchi. Chiesa di San Vigilio, su via Paolo di Dono. Chiesa del XX secolo (1990). 41.829812°N 12.492576°E41°49′47.32″N, 12°29′33.27″E Edificio in stile modernista dell'architetto Lucio Passarelli. Parrocchia eretta il 22 maggio 1968 con il decreto del cardinale vicario Angelo Dell'Acqua "Quotidianis curis". Chiesa di San Josemaría Escrivá, su largo Josemaría Escrivá de Balaguer. Chiesa del XX secolo (1996). Cappella della Madonna di Fatima, su via Giuseppe Cerbara. Cappella del XX secolo. 41.854425°N 12.502694°E41°51′15.93″N, 12°30′09.7″E Chiesa annessa ad un Istituto religioso, e luogo sussidiario di culto della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes. Il complesso abbaziale delle Tre Fontane Il complesso dell'Abbazia delle Tre Fontane si trova su via di Acque Salvie, lungo la via Laurentina. Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane. Chiesa del VII secolo. Chiesa di San Paolo alle Tre Fontane. Chiesa del XVI secolo. Chiesa di Santa Maria Scala Coeli. Chiesa del XVI secolo. Forte Appia Antica, al IV miglio di via Appia Antica. Forte del XIX secolo. Forte Ardeatina, su via di Grotta Perfetta. Forte del XIX secolo. Villa di Tor Carbone Domus marmeniae, al IV miglio di via Appia Antica. Villa del I secolo. 41.838465°N 12.534035°E41°50′18.47″N, 12°32′02.53″E Basilica paleocristiana circiforme, lungo via Ardeatina. 41.861428°N 12.505883°E41°51′41.14″N, 12°30′21.18″E Villa romana, presso il casale della Vignacce. 41.835675°N 12.521106°E41°50′08.43″N, 12°31′15.98″E Chiesa di San Nicola a Capo di Bove, al III miglio di via Appia Antica. Chiesa del XIII secolo. Sull'antica via Appia, II miglio Sepolcro di Priscilla. Sepolcro del I secolo. Catacombe di San Callisto. Catacombe del II secolo. Catacombe di Domitilla (a circa 470 m., su via delle Sette Chiese). Catacombe del II-III secolo. Catacomba dei Santi Marco e Marcelliano. Catacombe di tarda antichità. Catacomba di Balbina. Catacombe di tarda antichità. Sull'antica via Appia, III miglio Catacombe di San Sebastiano. Catacombe del I secolo. Altorilievo marmoreo con personaggio in nudità "eroica". 41.866641°N 12.50299°E41°51′59.91″N, 12°30′10.76″E Sull'antica via Appia, IV miglio Mausoleo di Sant'Urbano martire. Sepolcro del II secolo. Tomba dei Licini. 41.8384°N 12.535899°E41°50′18.24″N, 12°32′09.24″E Tomba del fregio dorico. Sepolcro ad ara dell'età sillana. 41.838344°N 12.535973°E41°50′18.04″N, 12°32′09.5″E Sepolcro di Hilarus Fuscus. Tomba di Tiberio Claudio Secondino. 41.837247°N 12.537199°E41°50′14.09″N, 12°32′13.92″E Colombario. 41.83759°N 12.536748°E41°50′15.32″N, 12°32′12.29″E Tomba di Quinto Apuleio. 41.837252°N 12.537193°E41°50′14.11″N, 12°32′13.89″E Sepolcro a tempietto rettangolare. 41.836258°N 12.538247°E41°50′10.53″N, 12°32′17.69″E Tomba dei Rabiri. Sepolcro del I secolo. 41.835865°N 12.538787°E41°50′09.11″N, 12°32′19.63″E Sepolcro a torre con porta ad arco. 41.835385°N 12.539269°E41°50′07.39″N, 12°32′21.37″E Tomba dei Festoni. 41.835074°N 12.539647°E41°50′06.27″N, 12°32′22.73″E Tomba del frontespizio. 41.835024°N 12.539698°E41°50′06.09″N, 12°32′22.91″E Colonna di Pio IX, su via Appia Antica. Memoriale del XIX secolo (1851). 41.856117°N 12.516303°E41°51′22.02″N, 12°30′58.69″E Fu commissionata da Pio IX e posta di fronte alla basilica di San Sebastiano fuori le mura, sul lato opposto di via Appia Antica. Monumento ai Martiri delle Fosse Ardeatine, su via Ardeatina. Memoriale del XX secolo. 41.856667°N 12.510278°E41°51′24″N, 12°30′37″E Dedicato ai martiri delle Fosse Ardeatine, fu inaugurato il 24 marzo 1949. Monumento ai caduti della Montagnola, nel piazzale dei Caduti della Montagnola. 41.845226°N 12.483391°E41°50′42.81″N, 12°29′00.21″E Dedicato ai caduti della Montagnola del 10 settembre 1943. In via di Vigna Murata c'è un murales chiamato La cascata. Il murales è stato realizzato nel 2013 da Alessandro Sabong con vernice spray insieme alla Fondazione Insieme per Roma. Parco regionale dell'Appia antica, settore compreso fra la via Appia Antica e via Ardeatina. 41.861172°N 12.507515°E41°51′40.22″N, 12°30′27.05″E Tenuta di Tormarancia. 41.847487°N 12.504343°E41°50′50.95″N, 12°30′15.63″E Tenuta Zampa di Bove. 41.846873°N 12.520081°E41°50′48.74″N, 12°31′12.29″E Giorgio Carpaneto e altri, I quartieri di Roma, Roma, Newton Compton Editori, 1997, ISBN 978-88-8183-639-0. Marina De Franceschini, Ville dell'Agro romano, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2005, ISBN 978-88-8265-311-8. Alberto Manodori, QUARTIERE XX. ARDEATINO, in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 7, Roma, Newton Compton Editori, 1991. Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3. Claudio Rendina, I quartieri di Roma, vol. 2, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 978-88-541-0595-9. Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ardeatino Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Ardeatino

Chiesa dei Santi Isidoro e Eurosia
Chiesa dei Santi Isidoro e Eurosia

La chiesa dei Santi Isidoro e Eurosia è un luogo di culto cattolico di Roma, nel quartiere Ostiense, in via delle Sette Chiese. La chiesa si trova sul percorso che i fedeli percorrono nella visita alle Sette Chiese di Roma. Una lapide esterna alla chiesa informa che essa fu costruita nel 1818 per opera di monsignor Nicola Maria Nicolai, la cui famiglia vi possedeva un podere a confine con la via omonima noto come tenuta dei 12 cancelli. Caduta in rovina nel corso dell'Ottocento fu acquistata e restaurata dal sacerdote oratoriano Generoso Calenzio. Conosciuta popolarmente come la chiesoletta, al Valadier è attribuito il pronao d'ingresso. Nel portico si ammirano tre bozzetti a rilievo in gesso, ritenuti opera di Antonio Canova: il primo rappresenta la Vergine col Bambino e San Giovanni Battista; il secondo il Salvatore che accoglie tra le braccia i fanciulli; ed il terzo San Giovanni Battista che battezza Gesù Cristo. L'interno della chiesa si presenta a navata unica, con un solo altare centrale, quattro finestre laterali ed una cantoria. L'altare è in marmo policromo. Oggi la chiesa è annessa della parrocchia di San Filippo Neri in Eurosia ed è gestita dalla Confederazione dell'oratorio di San Filippo Neri. M. Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Roma 1891, pp. 921-924, su penelope.uchicago.edu. Claudio Rendina, Le Chiese di Roma, Roma, Newton & Compton Editori, 2000, p. 166, ISBN 978-88-541-1833-1. Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla chiesa dei Santi Isidoro e Eurosia