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Palazzo Borgia

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Palazzi di RomaRoma R. I Monti
Loggiaborgia
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Il Palazzo Borgia, conosciuto anche come Palazzo dei Cesarini, è un palazzo di Roma che si trova a Piazza San Francesco di Paola, nel rione Monti. Il palazzo fa parte di un complesso che fu di proprietà delle potenti famiglie Cesarini e Margani. Alla fine del XV secolo il palazzo e l'annesso vigneto passarono nelle mani di Vannozza Cattanei, la celebre amante di Rodrigo Borgia, in seguito divenuto papa Alessandro VI, e madre di quattro suoi figli, Giovanni, Cesare, Lucrezia e Goffredo.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Palazzo Borgia (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Palazzo Borgia
Piazza di San Francesco di Paola, Roma Municipio Roma I

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Piazza di San Francesco di Paola
00184 Roma, Municipio Roma I
Lazio, Italia
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Tomba di Giulio II
Tomba di Giulio II

La tomba di Giulio II, che in realtà è un cenotafio, è un progetto architettonico e scultoreo di Michelangelo Buonarroti che, nella sua versione definitiva ma ridotta, è collocato nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. Lo scultore viene incaricato dal Papa stesso della costruzione del proprio monumento sepolcrale nel 1505, data che vede il rinvio dell'inizio dei lavori fino al 1544: in tutto questo periodo di "stallo artistico", Michelangelo vive una profonda sensazione di irrequietezza, delusione ed avvilimento, che fece seguito alla forte esaltazione del periodo romano del primo commissionamento. Lui stesso non esitò a riferirsi a questo progetto come la "tragedia della sepoltura", un autentico calvario che fino agli ultimi giorni della sua vita fu fonte di inesauribili accuse, tormenti e rimorsi. Scrisse il suo biografo ufficiale, Ascanio Condivi, che l'impresa gli arrecò «infiniti impacci, dispiaceri e travagli e, quel ch'è peggio, per la malizia di certi uomini, infamia, della quale appena dopo molti anni s'è purgato». Da un monumentale mausoleo a pianta rettangolare con più di quaranta statue (primo progetto, 1505) si finì per arrivare a un monumento addossato a una parete di una basilica secondaria romana (1545), con appena sette statue di cui solo tre di Michelangelo e una sola (il Mosè) degna della sua fama: l'artista, ormai estenuato, avrebbe poi fatto scrivere al suo biografo che «questa sola statua è bastante a far onore alla sepoltura di Papa Giulio II».