place

Monumento funerario di Ippolito Merenda

Monumenti funebri di RomaPagine che utilizzano l'estensione KartographerSculture di Gian Lorenzo BerniniSculture marmoree

Il monumento funerario di Ippolito Merenda, o Memoria funebre di Ippolito Merenda, è un monumento funebre in marmo realizzato dall'artista italiano Gian Lorenzo Bernini tra il 1636 e il 1638. Insieme al monumento simile realizzato per Alessandro Valtrini, quest'opera rappresenta un nuovo approccio verso i monumenti funerari, incorporando delle iscrizioni dinamiche e fluide trascinate dalla personificazione della morte. L'opera è situata nella chiesa di San Giacomo alla Lungara a Roma. Ippolito Merenda era un avvocato curiale della nobile famiglia Merenda, che proveniva da Cesena, in Emilia-Romagna. Alla sua morte nel 1636 egli lasciò un lascito di 20.000 scudi romani alla chiesa di San Giacomo alla Lungara. Uno dei nipoti dell'allora papa Urbano VIII, il cardinale Francesco Barberini, commissionò il monumento a Bernini in riconoscimento al contributo pecuniario del Merenda. L'opera venne realizzata per il vicino monastero delle Convertite e venne trasportata nella chiesa dopo la demolizione di quest'ultimo.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Monumento funerario di Ippolito Merenda (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori).

Monumento funerario di Ippolito Merenda
Via della Lungara, Roma Municipio Roma I

Coordinate geografiche (GPS) Indirizzo Luoghi vicini
placeMostra sulla mappa

Wikipedia: Monumento funerario di Ippolito MerendaContinua a leggere su Wikipedia

Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 41.89495 ° E 12.465881 °
placeMostra sulla mappa

Indirizzo

San Giacomo alla Lungara

Via della Lungara
00186 Roma, Municipio Roma I
Lazio, Italia
mapAprire su Google Maps

Condividere l'esperienza

Luoghi vicini

Chiesa di Santa Croce alla Lungara
Chiesa di Santa Croce alla Lungara

La chiesa di Santa Croce alla Lungara è una chiesa di Roma, nel rione Trastevere, in via della Lungara, 19. È chiamata anche Chiesa della Santa Croce delle Scalette per la presenza di una doppia rampa di scale d'accesso dalla strada; oppure Buon Pastore, perché nell'Ottocento la chiesa e l'annesso monastero furono affidati alle Suore del Buon Pastore d'Angers. La chiesa fu edificata nel 1619 con le sovvenzioni del duca di Baviera e del cardinale Antonio Barberini, fratello di Papa Urbano VIII; il monastero invece è del 1615, fondato dal carmelitano Domenico di Gesù e Maria “per togliere dal peccato le donne di vita disonesta” (Armellini). L'interno della chiesa si presenta ad unica navata ed è stato rimaneggiato nel XIX secolo con un certo gusto classicheggiante. Sull'altar maggiore vi era un quadro di Gesù che porta la croce, sostituito ora da altro raffigurante il Crocifisso, opera di Francesco Troppa, a cui si deve anche l'Annunciazione sull'altare di destra. Altra opera di una certa importanza è la Maddalena di Ciccio da Napoli. Il vicino monastero, ampliato nel XIX secolo da Virginio Vespignani, mantenne sempre la sua funzione di casa di redenzione, di riabilitazione o di recupero; nel 1950, una volta che le monache lasciarono l'istituzione, la casa divenne sede distaccata del carcere femminile per donne colpevoli di reati minori. Questa finalità cessò nel 1979, ed oggi vi è la sede della Casa Internazionale delle Donne.