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Teatro Sociale (Busto Arsizio)

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20071226Sociale
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Il Teatro Sociale "Delia Cajelli", detto anche un tempo la piccola Scala di Busto Arsizio, è uno dei teatri di Busto Arsizio, risalente alla fine del XIX secolo. Il 21 agosto 1890 venne fondata la Società anonima del teatro sociale, fortemente voluta dal cavalier Giovanni Candiani, morto quasi tre anni prima, nel 1888. L'atto costitutivo di questa società fu firmato da tali Candiani, Crespi, Gambero, Introini, Marinoni, Milani, Pozzi, Provasoli e Tosi alla presenza del notaio Carlo Prina.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Teatro Sociale (Busto Arsizio) (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Teatro Sociale (Busto Arsizio)
Via Dante Alighieri, Busto Arsizio San Giovanni

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Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 45.607193 ° E 8.849831 °
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Indirizzo

Via Dante Alighieri 20
21052 Busto Arsizio, San Giovanni
Lombardia, Italia
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20071226Sociale
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Luoghi vicini

Parco Norma Cossetto
Parco Norma Cossetto

Il parco Norma Cossetto (precedentemente noto come parco Ugo Foscolo) è un parco del comune di Busto Arsizio che deve il nome alla sua ubicazione: si trova infatti lungo la via omonima (che collegava il centro con la vecchia stazione delle Nord), in particolare tra la chiesa di San Gregorio Magno in Camposanto e il palazzetto di via Ludovico Ariosto (rispettivamente a nord e a sud). A est è delimitato da un edificio del Liceo Artistico Paolo Candiani di recente costruzione. Sorge sull'area un tempo occupata dal vecchio cimitero cittadino, costruito quando i precedenti campisanti delle chiese di San Michele e San Giovanni erano diventati insufficienti. Il cimitero venne dismesso e trasformato in parco nel 1918, alcuni anni dopo la costruzione del Cimitero monumentale di Busto Arsizio. Il camposanto vicino alla chiesa di San Gregorio Magno, quando venne realizzato, si trovava al di fuori del borgo, accanto al lazzaretto messo in funzione a causa della peste del 1630. All'interno del parco è presente il monumento ai reduci delle patrie battaglie, inaugurato nel 1909, e costituito da due colonne doriche con una breve trabeazione; fu progettato dall'ingegnere Luigi Carlo Cornelli e realizzato dagli scultori Giulio Cassani ed Enrico Sirtori. Il 21 maggio 1964 venne inaugurato il trenino delle meraviglie alla presenza del sindaco Rossi e con la benedizione di Monsignor Galimberti. Nel 2011 il parco è stato teatro di una rappresentazione sulla peste del 1630. Il 14 maggio 2022 il parco viene intitolato a Norma Cossetto, studentessa istriana morta nei massacri delle foibe.

Edicola di San Carlo Borromeo
Edicola di San Carlo Borromeo

L'edicola di San Carlo Borromeo è un capitello votivo situato a Busto Arsizio, in via Giacomo Matteotti, originariamente denominata contrada Pessina, nei pressi della casa Canavesi-Bossi (anche chiamata "Conventino"). Sorge dove un tempo si trovavano probabilmente un pozzo pubblico e un monastero, oggi demolito, in una posizione cruciale, in quanto la strada era passaggio di processioni che dalle chiese di Santa Maria e San Giovanni raggiungevano la chiesa di San Michele Arcangelo. La costruzione dell'edicola risale alla metà del XVII secolo, a pochi anni dalla morte di San Carlo, al quale i cittadini di Busto Arsizio erano particolarmente devoti. Si tratta di un tempietto formato da tre arcate con volta a crociera sorrette da quattro colonne che poggiano su plinti in pietra. La parete di fondo è in comune con la casa a cui l'edicola è addossata e probabilmente in origine condivideva con essa anche la copertura in coppi, oggi sostituita con un lastrico in rame a quattro spioventi. Al centro della cappella si trova la statua raffigurante il santo risalente al 1892, anno in cui fu qui posizionata, durante dei lavori di restauro, a sostituzione di una più antica opera pittorica andata perduta. La statua tiene la mano sinistra alzata ad impugnare il pastorale, andato perduto. La statua di San Carlo Borromeo è in gesso finemente lavorato, tanto che i pizzi della veste sembrano essere realizzati in vera stoffa. Alle spalle della statua si trovano volti di angeli, anch'essi in gesso, che circondano il santo. A chiudere l'edicola è posto un cancelletto in ferro battuto settecentesco. Allo stesso periodo apparterrebbe anche l'altare in marmo posto davanti alla statua.