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Castello di Gardolo

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Castello di Gardolo
Castello di Gardolo

Il castello di Gardolo è un castello medievale ormai in rovina che si trova sul Dosso della Purga, sopra l'abitato di Gardolo di Mezzo, paese del comune di Trento in Trentino.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Castello di Gardolo (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Castello di Gardolo
Strada della Fachina, Trento Meano

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Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 46.114672 ° E 11.119494 °
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Indirizzo

Resti del Castello di Gardolo

Strada della Fachina
38121 Trento, Meano
Trentino-Alto Adige, Italia
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Castello di Gardolo
Castello di Gardolo
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Campo di Gardolo
Campo di Gardolo

Il campo di Gardolo è stato un campo di prigionia, ora completamente distrutto, situato in Trentino durante la prima guerra mondiale. Esso era sotto il controllo delle truppe austroungariche e aveva lo scopo di ospitare i prigionieri di guerra degli eserciti avversi, principalmente l'esercito russo, italiano, serbo e rumeno. Fu ideato e costruito all'inizio del 1916 nella Valle dell'Adige, precisamente a sud di Gardolo nella località "Paiari", dove oggi si trovano la ferrovia e la strada statale del Brennero, tra la linea di guerra difensiva e il paese. All'epoca molti soldati austro-ungarici e Sudtirolesi (Trentini) si stabilirono a Gardolo, furono ospitati nelle case dei contadini e parte delle scuole, che venivano ancora parzialmente utilizzate per l'istruzione; durante questo periodo il nome del paese venne "germanizzato" con il soprannome "Wart" (luogo in cui si aspetta). Durante la prima guerra mondiale, di fronte all'ingente numero di prigionieri di guerra, i Paesi coinvolti nel conflitto si trovarono costretti a passare dall'uso di depositi allestiti in strutture preesistenti, come caserme e fortezze, alla costruzione di campi di concentramento seguendo standard più moderni, edificando insiemi di baracche in legno o in pietra. Dal punto di vista economico, i prigionieri di guerra divennero un'importante risorsa per lo sforzo bellico e il lavoro divenne obbligatorio per tutti loro. Questo passaggio avvenne in maniera graduale per il timore di compromettere l'utilizzo della manodopera locale, ma ben presto si sviluppò un vero e proprio sistema organizzato di lavoro forzato dove i prigionieri vennero impiegati nel settore militare, industriale e agricolo. A seguito dell'intensificazione degli sforzi bellici, i prigionieri vennero poi sollevati dai loro incarichi nel settore economico per venire impiegati esclusivamente a fini militari, come manodopera in zona di guerra.