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Stazione di Trento Roncafort

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Stazione di Roncafort 02
Stazione di Roncafort 02

Trento Roncafort è una delle 11 stazioni ferroviarie del comune di Trento, situata presso la località di Roncafort lungo la ferrovia del Brennero. Non effettua servizio viaggiatori: i due binari di transito sono utilizzati solo per l'incrocio e lo scalo dei treni, mentre l'impianto ospita il terminal ferroviario dell'Interporto di Trento, sorto in seguito al trasferimento dello scalo merci della stazione di Trento.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Stazione di Trento Roncafort (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Stazione di Trento Roncafort
Via Martino Aichner, Trento Gardolo

Coordinate geografiche (GPS) Indirizzo Luoghi vicini
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Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 46.107031 ° E 11.097753 °
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Indirizzo

Vigili del Fuoco Volontari - Gardolo

Via Martino Aichner
38121 Trento, Gardolo
Trentino-Alto Adige, Italia
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Stazione di Roncafort 02
Stazione di Roncafort 02
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Luoghi vicini

Campo di Gardolo
Campo di Gardolo

Il campo di Gardolo è stato un campo di prigionia, ora completamente distrutto, situato in Trentino durante la prima guerra mondiale. Esso era sotto il controllo delle truppe austroungariche e aveva lo scopo di ospitare i prigionieri di guerra degli eserciti avversi, principalmente l'esercito russo, italiano, serbo e rumeno. Fu ideato e costruito all'inizio del 1916 nella Valle dell'Adige, precisamente a sud di Gardolo nella località "Paiari", dove oggi si trovano la ferrovia e la strada statale del Brennero, tra la linea di guerra difensiva e il paese. All'epoca molti soldati austro-ungarici e Sudtirolesi (Trentini) si stabilirono a Gardolo, furono ospitati nelle case dei contadini e parte delle scuole, che venivano ancora parzialmente utilizzate per l'istruzione; durante questo periodo il nome del paese venne "germanizzato" con il soprannome "Wart" (luogo in cui si aspetta). Durante la prima guerra mondiale, di fronte all'ingente numero di prigionieri di guerra, i Paesi coinvolti nel conflitto si trovarono costretti a passare dall'uso di depositi allestiti in strutture preesistenti, come caserme e fortezze, alla costruzione di campi di concentramento seguendo standard più moderni, edificando insiemi di baracche in legno o in pietra. Dal punto di vista economico, i prigionieri di guerra divennero un'importante risorsa per lo sforzo bellico e il lavoro divenne obbligatorio per tutti loro. Questo passaggio avvenne in maniera graduale per il timore di compromettere l'utilizzo della manodopera locale, ma ben presto si sviluppò un vero e proprio sistema organizzato di lavoro forzato dove i prigionieri vennero impiegati nel settore militare, industriale e agricolo. A seguito dell'intensificazione degli sforzi bellici, i prigionieri vennero poi sollevati dai loro incarichi nel settore economico per venire impiegati esclusivamente a fini militari, come manodopera in zona di guerra.