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Contrada Sant'Ambrogio

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Legnano, Contrada Sant'Ambrogio, stemma
Legnano, Contrada Sant'Ambrogio, stemma

La contrada Sant'Ambrogio è una delle otto contrade in cui è divisa la città lombarda di Legnano. È situata nella zona centro-sud della città. Partecipa annualmente al palio di Legnano ed è stata istituita in occasione dell'organizzazione della festa del Carroccio (1932).

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Contrada Sant'Ambrogio
Via Sant'Ambrogio,

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Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 45.59284 ° E 8.91745 °
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Indirizzo

Via Sant'Ambrogio 20
20025 , Oltresempione
Lombardia, Italia
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Legnano, Contrada Sant'Ambrogio, stemma
Legnano, Contrada Sant'Ambrogio, stemma
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Luoghi vicini

Basilica di San Magno
Basilica di San Magno

La basilica di San Magno è il principale luogo di culto cattolico di Legnano. Intitolata a Magno di Milano, arcivescovo ambrosiano dal 518 al 530, e costruita con uno stile architettonico rinascimentale lombardo di scuola bramantesca, è stata edificata dal 1504 al 1513. Si può ragionevolmente ritenere che il progetto della basilica sia stato realizzato sulla base di un disegno tracciato personalmente da Donato Bramante. Il suo campanile è stato costruito in seguito, dal 1752 al 1791. Il 19 marzo 1950 papa Pio XII ha elevato l'edificio sacro legnanese a basilica romana minore. L'interno della chiesa è arricchito da varie opere d'arte, che sono state realizzate nei secoli mantenendo lo stile cinquecentesco lombardo — con influenze quattrocentesche — delle prime produzioni artistiche. Le decorazioni più importanti conservate nella basilica sono gli affreschi della volta principale, che sono opera di Gian Giacomo Lampugnani, i resti delle pitture cinquecentesche della cappella di San Pietro Martire, che sono state realizzate da Evangelista Luini, figlio di Bernardino, gli affreschi delle pareti e della volta della cappella maggiore, che sono stati dipinti da Bernardino Lanino, e una pala d'altare del Giampietrino. Su tutte queste opere artistiche svetta, per la sua rilevanza, un polittico di Bernardino Luini, considerato unanimemente dagli storici dell'arte come uno dei capolavori dell'artista lombardo, se non la sua opera migliore.