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Chiesa di Sant'Agostino (Finale Emilia)

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Chiesa di Sant'Agostino (Finale Emilia)
Chiesa di Sant'Agostino (Finale Emilia)

La chiesa di Sant'Agostino, anche chiamata chiesa del Seminario, è un luogo di culto a Finale Emilia, in provincia di Modena. Appartiene al vicariato della Bassa dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola e risale al XVII secolo.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Chiesa di Sant'Agostino (Finale Emilia) (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Chiesa di Sant'Agostino (Finale Emilia)
Via Balbi Scipione, Unione Comuni Modenesi Area Nord

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Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 44.834301 ° E 11.302193 °
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Indirizzo

Chiesa del Seminario

Via Balbi Scipione
41034 Unione Comuni Modenesi Area Nord
Emilia-Romagna, Italia
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Chiesa di Sant'Agostino (Finale Emilia)
Chiesa di Sant'Agostino (Finale Emilia)
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Luoghi vicini

Terremoto dell'Emilia del 2012
Terremoto dell'Emilia del 2012

Il terremoto dell'Emilia del 2012 è stato un evento sismico costituito da una serie di scosse localizzate nel distretto sismico della Pianura Padana emiliana, prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Parma, Bologna e Rovigo, ma avvertite anche in un'area molto vasta comprendente tutta l'Italia centro-settentrionale e parte della Svizzera, della Slovenia, della Croazia, dell'Austria, della Francia sud-orientale e della Germania meridionale. Già tra il 25 e il 27 gennaio 2012 si ebbero in zona fenomeni significativi, ma la prima scossa più forte, di magnitudo 5.9 è stata registrata il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52 ora italiana (02:03:52 UTC), con epicentro nel territorio comunale di Finale Emilia (MO), con ipocentro a una profondità di 6,3 km. Il 29 maggio 2012 alle ore 09:00:03 ora italiana (07:00:03 UTC), una nuova scossa molto forte di magnitudo 5.8 è stata avvertita in tutta l'Italia settentrionale, creando panico e disagi in molte città come Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo; l'epicentro è situato nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro. A quella delle 9:00 sono seguite altre tre scosse rilevanti: una alle 12:55 di magnitudo 5.5, una alle 13:00 di magnitudo 5.0 e un'ulteriore scossa alla stessa ora di magnitudo 4.9. Il 31 maggio 2012 alle 16:58 una scossa di magnitudo 4.0 con epicentro a Rolo e Novi di Modena, ha colpito la zona della bassa reggiana e dell'Oltrepò mantovano, già molto provate dalle scosse dei giorni precedenti che avevano avuto come epicentro la vicina area della bassa modenese. Sempre la sera del 31 maggio alle ore 21:04 si è verificata una scossa di magnitudo 4.2 con epicentro a San Possidonio. Queste scosse sono state seguite da uno sciame sismico con scosse di magnitudo variabile di minore entità. Un'altra scossa di magnitudo 5.1 è stata avvertita in tutto il Nord Italia il 3 giugno 2012 alle ore 21:20:43 ora italiana (19:20:43 UTC), con epicentro in Novi di Modena. Le accelerazioni di picco registrate dall'accelerometro di Mirandola durante le scosse più forti del 20 maggio e del 29 maggio sono state rispettivamente di 0,31 g e di 0,29 g, valori che in base alla carte vigenti di pericolosità sismica renderebbero stimabile in circa 2 500 anni il tempo di ritorno di ciascun evento nella medesima area. I due eventi sismici principali hanno causato un totale di 27 vittime (22 nei crolli, tre per infarto o malore e due per le ferite riportate), in maggioranza dipendenti di aziende distrutte. Il 4 giugno 2012 è stato proclamato giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto. L'intensità massima dei terremoti, stimata come cumulo degli effetti della sequenza, è stata pari a VIII, secondo la scala macrosismica europea (EMS-98).

Le Meleghine
Le Meleghine

Le Meleghine è un'area naturale protetta, classificata come zona di protezione speciale (ZPS) della Rete Natura 2000 e situata a Massa Finalese, località del comune di Finale Emilia, in provincia di Modena. L'area, che si estende complessivamente per 327 ettari, è composta dall'omonima oasi di protezione faunistica (82 ettari) e dalla zona di ripolamento e cattura della selvaggina cacciabile "Massa Finalese" (245 ettari). Inoltre è presente un sito di fitodepurazione di 36 ettari, gestito dal vicino Istituto tecnico statale Ignazio Calvi, che tratta in modo naturale le acque del Cavo Canalazzo, rimuovendone gli agenti inquinanti provenienti dalle vicine aziende agroalimentari e producendo biomasse vegetali. Situata nelle vicinanze della ZPS Valli mirandolesi, la zona umida (di circa 45 ettari) presenta importanti caratteristiche naturalistiche, con condizioni favorevoli allo sviluppo di specie vegetali acquatiche idonee per la sosta, rifugio e riproduzione di diverse specie di uccelli acquatici (tra cui garzetta, sgarza ciuffetto, falco di palude, cavaliere d'Italia, nitticora e tarabusino, oltre a airone bianco maggiore, tarabuso, mignattino piombato. Tra le specie nidificanti rare o minacciate si registrano la marzaiola, il gheppio e lo strillozzo. Di particolare interesse è la garzaia situata all'interno del sito di fitodepurazione. All'interno dell'oasi è stata realizzata una torre e un'altana per l'osservazione degli uccelli, oltre a percorsi pedonali per osservare da vicino la flora e fauna selvatica. Annualmente vengono svolte attività di censimento e inanellamento degli uccelli acquatici svernanti (codice IWC: MO0101).