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Chiesa di Santa Maria in Broglio

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Santa Maria in Brolo
Santa Maria in Brolo

La chiesa di Santa Maria in Broglio era un edificio religioso di Venezia, distrutto tra il 1810 ed il 1823. Definita in qualche antico documento anche come Santa Maria in Capo di Brolo, era in realtà più ritualmente dedicata come chiesa dell'Ascensione. Di quest'ultima titolazione rimane memoria nel toponimo di calle larga dell'Ascensione e di alcune calli o rami che da questa si dipartono. Era posta accanto alla piazza San Marco dietro l'altra distrutta chiesa di San Geminiano ovvero l'attuale ala napoleonica.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Chiesa di Santa Maria in Broglio (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Chiesa di Santa Maria in Broglio
Calle Larga de l'Ascension, Venezia Venezia-Murano-Burano

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Calle Larga de l'Ascension

Calle Larga de l'Ascension
30170 Venezia, Venezia-Murano-Burano
Veneto, Italia
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Santa Maria in Brolo
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Bacino Orseolo
Bacino Orseolo

Il bacino Orseolo (AFI: /baˈʧino orˈsɛolo/) è uno slargo d'acqua situato a Venezia nel sestiere di San Marco, alle spalle dell'omonima piazza. Questa piccola sacca lagunare a forma di mezzaluna, posizionata esattamente dietro la fabbrica rettangolare delle Procuratie Vecchie, venne aperta nel 1863 durante una serie di ristrutturazioni urbanistiche che interessarono la città, con il preciso scopo di creare un approdo per gondole nelle vicinanze del cuore storico cittadino. Per raggiungere tale obiettivo, si procedette allo sventramento della zona e alla demolizione di molte delle costruzioni preesistenti. Scomparvero, oltre a diversi edifici non particolarmente pregevoli, lo storico albergo Cavalletto, riedificato in posizione e forme adattate al nuovo assetto, e il palazzo entro il quale era spirato lo scultore Antonio Canova. L'amministrazione comunale lo volle intitolare al doge Pietro I Orseolo che aveva fondato un ospizio in piazza San Marco, qui trasferito nel 1581 e più tardi soppresso. L'apertura del bacino rientrava in un più generale riassetto urbano della città lagunare, che nell'Ottocento, anche se in misure nettamente inferiori rispetto ad altre città, venne adattata alle nuove esigenze sociali di collegamento a servizi come, in questo caso, la nuova stazione di Venezia Santa Lucia secondo il principio urbanistico dell'epoca che prediligeva vie di circolazione ampie. Il bacino era dunque il punto conclusivo di un nuovo percorso pedonale diretto, che si spingeva da Campo San Luca a Rialto ed alla Strada Nova sostituendosi ai più tortuosi percorsi preesistenti lungo la Frezzaria o la Calle dei Fabbri. Il bacino, per la sua posizione immediatamente a ridosso di piazza San Marco, rappresenta tutt'oggi uno dei luoghi più caratteristici della città ed uno dei più sfruttati imbarcaderi per le gite turistiche in gondola.