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Mark Lane (metropolitana di Londra)

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Mark Lane è una stazione fantasma della Circle e District Line della metropolitana di Londra, fra le moderne stazioni di Bank and Monument e Tower Hill.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Mark Lane (metropolitana di Londra) (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori).

Mark Lane (metropolitana di Londra)
Mark Lane, City of London

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Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 51.510556 ° E -0.08 °
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Mark Lane 55
EC3R 7NE City of London
Inghilterra, Regno Unito
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Luoghi vicini

Tower Subway
Tower Subway

Il Tower Subway (letteralmente, "sottopassaggio della torre") è un tunnel al di sotto del Tamigi nella zona centrale di Londra, tra Tower Hill a nord del fiume e Vine Lane (lungo Tooley Street) a sud. Nel 1869, un tunnel circolare di 410 metri (circa 1340 piedi) fu scavato attraverso il sottosuolo argilloso di Londra utilizzando uno scudo in ferro battuto, un metodo brevettato nel 1864 da Peter W. Barlow. Nel tunnel fu disposta una ferrovia e dall'agosto 1870 un vagone in legno cominciò a trasportare i passeggeri da un lato all'altro della tratta. Il sistema di trasporto adottato risultò sconveniente e la compagnia andò incontro alla bancarotta entro la fine dello stesso anno. Il tunnel fu perciò convertito in un sottopassaggio pedonale, con l'eccezionale conseguenza che oltre un milione di persone all'anno transitavano al di sotto del fiume, pagando una piccola tassa di 1⁄2 d. Quando il Tower Bridge, senza pedaggio, fu inaugurato nel 1894, la competitività era alle stelle e ben presto i londinesi preferirono l'attraversamento del fiume mediante il nuovo ponte. Questo comportò un drastico calo degli introiti e alla fine il tunnel chiuse nel 1898, dopo una cessione della proprietà alla London Hydraulic Power Company. Il tunnel è tuttora esistente e viene adoperato per la rete idrica e per le telecomunicazioni. Lo stesso metodo di costruzione di gallerie sotterranee è stato usato a fine Ottocento per scavare i primi tunnel della metropolitana londinese.

East India House
East India House

La East India House ospitava il quartier generale londinese della East India Company e dalla quale venivano governate gran parte delle presidenze e province dell'India britannica fino al 1858, quando il governo britannico assunse il controllo delle proprietà della Compagnia. Al momento della sua fondazione nel 1600, e per i primi ventuno anni di attività, la East India Company venne ospitata nella dimora del suo primo Governatore, Sir Thomas Smyth, lungo Fenchurch Street, successivamente, dal 1621 al 1638 ebbe come sede la dimora di Crosby Hall, nei pressi della porta di Bishopsgate. Nel febbraio del 1638, scaduto il contratto di affitto, il proprietario dell'immobile, il Conte Spencer Compton, chiese un prezzo di affitto talmente esorbitante da costringere la Compagnia a trovare una nuova sistemazione, questa volta nella dimora del nuovo Governatore, Sir Christopher Clitherow. Sebbene alla morte di Sir Clitherow la Compagnia continuasse a utilizzare il palazzo come sede, con il trascorrere del tempo gli spazi divennero sempre più angusti per le esigenze della sua attività. Fu così che nel 1648 prese in affitto un ulteriore immobile, Craven House, un palazzo in stile elisabettiano, fatto costruire da Sir Robert Lee, Lord Mayor di Londra. Il palazzo aveva assunto il nome del suo secondo possessore, Sir William Craven, anche lui Lord Mayor di Londra nel 1610. A partire dal 1661 l'edificio divenne noto con il nome di East India House, e in quello stesso anno la facciata dell'edificio venne decorata con una struttura ornamentale in legno con sopra dipinti raffiguranti alcune delle East Indiaman, le navi della compagnia, sormontate da una immagine, anch'essa lignea, di un marinaio, affiancato da due enormi delfini che guardano verso la strada. Nel corso degli anni vennero fatti diversi miglioramenti, e nel 1710 la Compagnia firmò un contratto di compravendita con l'erede del palazzo, Lord Craven, che fu perfezionato soltanto nel 1733. Nonostante venissero compiuti ulteriori miglioramenti ed ampliamenti, il palazzo venne considerato in condizioni talmente pessime, che intorno alla metà del decennio 1720, la Compagnia decise per una totale ricostruzione. Per meglio consentire questa operazione, la Compagnia optò di traslocare lungo Fenchurch Street a partire dagli inizi del 1726. La nuova costruzione venne progettata dal mercante e architetto amatoriale Theodore Jacobsen, e il suo progetto venne approvato dalla Compagnia il 4 marzo 1726. La realizzazione del progetto di Jacobsen venne tuttavia eseguita dietro la sovrintendenza di John James, architetto professionista. La costruzione del nuovo edificio fu completata nel giugno del 1729 permettendo alla Compagnia l'inaugurazione in occasione della riunione della Corte Generale. Purtroppo di questo nuovo edificio non abbiamo traccia se non in diverse descrizioni e stampe dell'epoca, come quella del topografo londinese John Noorthouck che ne da una vivida descrizione nel suo New History of London pubblicato nel 1773. Sebbene la facciata principale continuasse ad affacciarsi lungo Leadenhall Street, l'edificio si prolungava considerevolmente sul retro, con l'aggiunta di diversi magazzini a cui si poteva accedere anche da Lime Street. Altri magazzini ed altri ambienti necessari alle attività commerciali della compagnia vennero aggiunti nel 1753. La facciata principale era composta da cinque settori a tre piani, con un ultimo piano ad attico nascosto dalla cornice della balaustra. Un ampio colonnato in stile dorico sormontato da triglifi era inteso a trasmettere la solidità della Compagnia. La struttura era straordinariamente profonda, e consentiva di ospitare ampie sale per le riunioni e gli uffici del Direttore, così come un cortile ed un giardino, tutti predisposti per ospitare riunioni e ricevimenti. L'aula del Direttore conteneva un camino in marmo sorretto da termini in forma di uomini barbuti che sorreggevano un bassorilievo marmoreo dal titolo Britannia Receiving the Riches of the East, opera dell'artista fiammingo Michael Rysbrack. Nello stesso ambiente sono da segnalare le sei tele dipinte da George Lambert, che rappresentavano le sei principali stazioni commerciali della Compagnia: Sant'Elena, Città del Capo, Fort William (Calcutta, Bombay, Madras e Thalassery; gli East Indiaman dipinti in primo piano erano una creazione del paesaggista Samuel Scott. Nel decennio 1790 furono necessari ulteriori ampliamenti così le strutture adiacenti alla East India House vennero prima acquistate e poi demolite per creare nuovi spazi. I lavori di ampliamento e ristrutturazione, dopo le proposte avanzate da celebri architetti come John Soane e George Dance, all'architetto Henry Holland, sotto la supervisione del Sovrintendente della Compagnia, l'architetto Richard Jupp. I nuovi lavori iniziarono nel 1796 e, dopo la morte improvvisa di Jupp nel 1799, vennero completati per opera di Holland. Nella struttura estesa trovarono posto anche il museo della Compagnia e la biblioteca. Quando la East India Company venne sciolta nel 1858 le sue proprietà passarono nelle mani del governo britannico e il quartier generale londinese della Compagnia venne trasformato nella sede dell'India Office. Tuttavia si trattava di una soluzione temporanea, dal momento che era già un preparazione una nuova sede governativa a Whitehall. L'edificio venne abbandonato nel 1860 e l'anno successivo venne venduto e poi demolito. Attualmente lo spazio prima occupato dalla East India House" ospita l'edificio del Lloyd's Building.