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Conurbazione dell'Olona

Alto MilaneseCittà metropolitana di MilanoOlonaPagine che utilizzano l'estensione KartographerProvincia di Varese
Territori della Lombardia

Per Conurbazione dell'Olona si intende l'area urbana comprendente, da nord a sud, le città di Gallarate, Busto Arsizio, Legnano. Oltre alle tre maggiori città interessa anche alcuni comuni che si sono ormai saldati con esse, come Castellanza, Olgiate Olona, Cardano al Campo, San Vittore Olona, Cerro Maggiore, Canegrate, San Giorgio su Legnano, Rescaldina, Cassano Magnago, Samarate. La conurbazione costituisce il nucleo dell'Altomilanese e deve il suo nome al fiume Olona, principale corso d'acqua che l'attraversa. L'area urbana costituisce uno dei più lampanti esempi di conurbazione in Italia ed è una delle aree più densamente popolate della Lombardia. I vari comuni, in progressiva espansione si sono progressivamente saldati tra loro durante il XX secolo, periodo in cui conobbero una marcata industrializzazione ed una notevole crescita demografica. Busto Arsizio, Gallarate e Legnano, pur essendosi ormai saldate in un unico agglomerato urbano, conservano anche identità proprie e un ruolo di poli ordinatori su vari centri satellite. Gallarate ha preminenza sui centri della Valle del torrente Arno e su quelli della bassa brughiera ticinese, Busto Arsizio sulla parte bassa della Valle Olona (il cosiddetto Medio Olona o Bustese) e Legnano sui comuni contigui adagiati sulla direttrice del Sempione.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Conurbazione dell'Olona (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori).

Conurbazione dell'Olona
Via Ugo Foscolo, Olgiate Olona Gerbone

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21057 Olgiate Olona, Gerbone
Lombardia, Italia
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Luoghi vicini

Villino Dircea Gambini
Villino Dircea Gambini

Il Villino Dircea Gambini, conosciuto anche come Villino Dircea o Casa Gambini, è un edificio di Busto Arsizio progettato dall'architetto teramano Silvio Gambini per la propria famiglia e realizzato nel 1921. Il nome è dovuto alla dedica che l'architetto fece alla moglie Dircea Pedrazzini. Sorge in via Goffredo Mameli, una delle zone che furono maggiormente interessate dall'espansione edilizia dell'inizio del XX secolo. Lo stile con cui fu progettato è un insieme di liberty e art déco, in quanto fu realizzato in una fase di transizione tra questi due stili da parte di Silvio Gambini. Si sviluppa su tre piani, il primo dei quali è riservato alla zona giorno e il secondo alla zona notte. Al piano terra si trovavano i locali di servizio. L'edificio presenta un basamento di circa due metri di altezza in bugnato irregolare, realizzato con pietre di diversi colori e forme, mentre la parte alta delle facciate è in mattoni a vista. Le cornici delle finestre e la trifora situata sul lato est della facciata principale sono in pietra bianca che risalta sul rosso dei laterizi, mentre all'ultimo piano, tra le finestre, corre un'alta cornice decorata. La cornice di una delle finestre del primo piano è più alta delle altre e presenta un bassorilievo raffigurante dei putti. Alcuni anni dopo la costruzione del villino, lo stesso Gambini progettò, alle spalle di quest'ultimo, il suo studio, realizzato in stile razionalista e caratterizzato da finestre a forma di oblò, tipiche di molte costruzioni di questo architetto realizzate dopo gli anni venti-trenta.