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Gropello Cairoli

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Gropello Cairoli castello
Gropello Cairoli castello

Gropello Cairoli (Grüpé in dialetto lomellino) è un comune italiano di 4 362 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Lomellina orientale, a breve distanza dal ciglio del terrazzo che domina la valle alluvionale del Ticino. La città di Gropello Cairoli, divenuta tale per meriti storici, è principalmente raccolta intorno alla ex strada statale 596 (detta dei Cairoli) che conduce a Pavia, molto frequentata soprattutto a causa della presenza del casello autostradale sulla A7. Il paese costituisce uno dei pochi esempi in Europa di strassendorf (paese sviluppatosi lungo una strada) medievale. Nel 2000 è stata inaugurata la tangenziale che devia il traffico dal centro cittadino. Caratteristica di Gropello Cairoli è la presenza di due chiese, San Rocco e la parrocchiale dedicata a San Giorgio, che delimitano da est ad ovest la via principale.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Gropello Cairoli (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Gropello Cairoli
Vicolo della Pesa,

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Vicolo della Pesa

Vicolo della Pesa
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Gropello Cairoli castello
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Luoghi vicini

Delitto di Garlasco

Il delitto di Garlasco è un caso di omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia, di cui fu vittima Chiara Poggi, ritrovata senza vita nella villetta di famiglia dal fidanzato Alberto Stasi. Secondo le prime ricostruzioni, Stasi, dopo aver constatato l'impossibilità di contattare la fidanzata da casa, dove si trovava per ultimare la tesi di laurea, si recò presso l'abitazione della vittima poco dopo le 13:30. Entrato nell'abitazione, rinvenne il corpo sui gradini della scaletta che conduce in cantina; immediatamente uscì e, mentre si recava alla caserma dei carabinieri, contattò il 118 alle 13:50, dando l'allarme. Pochi minuti più tardi giunsero i sanitari e i carabinieri, che constatarono il decesso. L'orario del delitto fu oggetto di ampio dibattito nei vari gradi di giudizio. Le prime valutazioni medico-legali collocarono la morte nella tarda mattinata, tra le 10:30 e le 12:00, con una stima centrale intorno alle 11:00; in seguito, le sentenze di appello e di Cassazione ridussero la finestra temporale a un intervallo precedente, compreso tra le 9:12 e le 9:35, ritenuto compatibile con l'ultima disattivazione dell'allarme di casa Poggi e inconciliabile con l'alibi fornito da Stasi. Il fidanzato della vittima, Alberto Stasi, dall'inizio unico indagato e rinviato a giudizio, fu assolto sia in primo grado nel 2009 e sia in appello nel 2011. Tuttavia, la Cassazione annullò la sentenza e ordinò un nuovo processo di secondo grado: Stasi venne riconosciuto colpevole nella sentenza d'appello bis e condannato a 16 anni di reclusione. Nel 2015 la Corte Suprema di Cassazione confermò definitivamente la condanna. La rilevanza mediatica del caso sollevò il problema di come la pressione dei mass media possa averne influenzato le indagini e l'esito dei processi (tra i primi in Italia a essere basati interamente sulle perizie scientifiche) e, inoltre, di come il modo con cui furono condotte le indagini possa avere pregiudicato l'esito delle stesse a seguito di errori accertati nella raccolta delle prove, tanto che, a distanza di quasi vent'anni dal delitto e nonostante una sentenza definitiva di condanna pronunciata nei confronti di Alberto Stasi, sono state avviate nuove indagini e nuove ipotesi investigative sono state vagliate dagli inquirenti.