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School of Oriental and African Studies

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School of Oriental & African Studies, London 03
School of Oriental & African Studies, London 03

La School of Oriental and African Studies (normalmente abbreviata in SOAS, pronuncia ['səuæs] (so as) o ['səuæz] (so az)) è un college costitutivo dell'Università di Londra, specializzato in lingue, studi umanistici, economia e giurisprudenza delle aree culturali dell'Asia, dell'Africa e del Vicino e Medio Oriente. La SOAS normalmente prevede un'offerta formativa per più di 300 undergraduate (Bachelor's degrees) e oltre 70 corsi intensivi annuali (Master's degrees). Diplomi di Master of Philosophy (Mphil) e di PhD (Doctor of Philosophy) sono anche offerti in ogni Dipartimento accademico. Fondata nel 1916, la SOAS ha diplomato e laureato numerosi Capi di Stato, ministri governativi, ambasciatori, giudici di Corti Supreme, un Premio Nobel per la Pace e molti altri esponenti di rilievo nei settori economici delle superpotenze emergenti e dei Next Eleven. Situata nel centro di Londra, presso Russell Square, la SOAS definisce se stessa come "il centro leader mondiale per lo studio delle diverse realtà dell'Asia, dell'Africa e del Vicino e Medio Oriente", ed è normalmente considerata dai governi britannici tra le massime università del Paese [1][2]

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School of Oriental and African Studies
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School of Oriental & African Studies, London 03
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Marmi di Elgin
Marmi di Elgin

I marmi di Elgin, conosciuti come marmi del Partenone nel Regno Unito, sono una raccolta di sculture greche di età classica in marmo (per lo più opera di Fidia e dei suoi assistenti), iscrizioni ed elementi architettonici che in origine facevano parte del Partenone e di altri edifici collocati sull'Acropoli di Atene. Nel 1801, il conte Thomas Bruce di Elgin ottenne dalla Sublime porta che governava la Grecia il permesso di prendere le statue e portarle a Londra. Dal 1801 al 1812 gli uomini di Elgin rimossero circa la metà delle sculture che si erano rovinate, insieme ad elementi architettonici e scultorei dei Propilei e dell'Eretteo. I marmi furono trasportati via mare in Gran Bretagna. Il trasporto fu contrassegnato da un grave incidente: il brigantino Mentor, che trasportava le diciassette casse di reperti, affondò il 17 settembre 1802 nei pressi dell'isola di Kythira; il carico fu recuperato grazie all'impegno di William Richard Hamilton, segretario di lord Elgin, e di Emanuele Caluci, vice console britannico di Kythira. Alcuni, tra cui George Byron paragonarono le azioni di Elgin ad atti di vandalismo o saccheggio. A seguito di un dibattito pubblico in Parlamento i marmi vennero acquistati dal governo britannico nel 1816 e trasportati al British Museum, dove ora si trovano esposti nella galleria Duveen, costruita appositamente per essi. Dopo aver ottenuto l'indipendenza dall'Impero ottomano, la Grecia diede il via a grandi progetti per il restauro dei monumenti del paese ed espresse il suo disappunto per le azioni di Elgin, contestando l'acquisto dei marmi da parte del governo britannico. I greci sostenevano che il taglio e la rimozione delle sculture dal monumento, eseguiti con l'uso di strumenti rudimentali, non fosse appropriato. Alcuni scrittori affermarono che si fosse trattato di un atto illegale e palesemente vandalico contro un monumento di rilevante valore storico, e rivendicarono la proprietà intellettuale sui marmi. La Grecia continuò a fare pressioni per il ritorno dei marmi nel paese d'origine, e portò la questione in campo internazionale nel 1980 grazie a Melina Merkouri, allora Ministro della Cultura della Grecia. L'UNESCO ha accettato nel 2014 di mediare tra la Grecia e il Regno Unito per risolvere la disputa sui marmi di Elgin.. A fare da apripista al ritorno ad Atene dei marmi, nel 2022 è stata la Sicilia che, per volontà del suo assessore dei Beni Culturali Alberto Samonà, ha riconsegnato a tempo indeterminato alla Grecia il cosiddetto frammento di Palermo che Elgin nei primi dell'Ottocento aveva dato in dono al console inglese a Palermo Lord Fagan e che poi era stato acquisito dal Museo archeologico regionale Antonio Salinas; l'Italia con la Regione Siciliana ha segnato, in questo modo, una tappa importante del percorso diplomatico di interesse internazionale, relativo alla restituzione dei marmi di Elgin alla Grecia: il ministro greco Kyriakos Mitsotakis in occasione della cerimonia ufficiale svoltasi al Museo dell'Acropoli di Atene ha dichiarato "È la prima scultura del Partenone che rientra in Grecia". Già in passato il Frammento Fagan era rientrato ad Atene, ma sempre in via provvisoria: del tema del suo ritorno in Grecia aveva parlato l'allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi in vista delle Olimpiadi di Atene del 2004. La questione era tornata al centro del dibattito anche nel 2008 in occasione della inaugurazione della nuova sede del Museo dell'Acropoli, con la mediazione dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si era detto favorevole al ritorno del frammento in Grecia: in quell’occasione l'unico risultato fu però il prestito del frammento ad Atene per un anno e mezzo, dal settembre 2008 al marzo 2010. Il frammento Fagan, dopo il suo rientro definitivo, è adesso stato collocato nel blocco VI dell'esposizione del Museo dell'Acropoli, assieme agli altri frammenti un tempo ad esso contigui.