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Mausoleo di Cecilia Metella

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Cecilia metella e castrum
Cecilia metella e castrum

Il mausoleo di Cecilia Metella è un grandioso monumento funerario romano, situato nei pressi della via Appia. Costituisce con il Castrum Caetani un continuum archeologico, che sorge a Roma, poco prima del III miglio della Via Appia Antica, subito dopo il complesso costituito dal circo, dalla villa, e dal sepolcro del figlio dell'imperatore Massenzio, Valerio Romolo. Nel 2018 il circuito museale della tomba di Cecilia Metella e della villa dei Quintili ha registrato 44 136 visitatori ed un introito lordo totale di 93 687 euro.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Mausoleo di Cecilia Metella (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Mausoleo di Cecilia Metella
Via Appia Antica, Roma Municipio Roma VIII

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Coordinate geografiche (GPS)

Latitudine Longitudine
N 41.852013 ° E 12.520701 °
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Indirizzo

Mausoleo di Cecilia Metella / Palazzo Caetani

Via Appia Antica
00179 Roma, Municipio Roma VIII
Lazio, Italia
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Cecilia metella e castrum
Cecilia metella e castrum
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Luoghi vicini

Catacombe di Vigna Randanini
Catacombe di Vigna Randanini

Le catacombe ebraiche di Vigna Randanini si trovano nel fianco di una collina fra la via Appia Antica e la via Appia Pignatelli. Queste catacombe, scoperte nel 1859, riutilizzarono un edificio pagano a cui fu aggiunta una copertura a volta ed una pavimentazione musiva con tessere bianche e nere. L'ipogeo è costituito da due gallerie principali, divise in varie diramazioni. Vi si trovano loculi scavati nelle pareti, cubicoli con arcosoli ed alcuni sepolcri a forno (kokhim). Le catacombe hanno un sistema di gallerie e cunicoli che si estendono su un'area di 18.000 m². Le gallerie, piuttosto larghe, si trovano a una profondità di circa 10 m e si sviluppano per una lunghezza complessiva di circa 700 m, oggi in parte percorribili a piedi. Indicare una datazione precisa per queste catacombe è molto difficile, ma le pitture e i resti rinvenuti si collocano tra la fine del II e il IV secolo d.C. All'interno sono state scoperte 195 iscrizioni in greco e latino, alcune sono incise su lastre di marmo, altre dipinte o graffite sulla malta. La grafia è poco curata, con imprecisioni ortografiche e grammaticali che in parte possono essere attribuite ad errori dell'incisore. Al momento della scoperta molte epigrafi erano nel terreno di riporto e in stato frammentario, il patrimonio epigrafico doveva essere originariamente più copioso. La catacomba infatti subì un costante spoglio del proprio arredo già in epoca antica e in seguito dopo il ritrovamento avvenuto nel 1859 durante la seconda guerra mondiale quando le gallerie vennero usate come rifugio. Nella galleria principale dove oltre al cubicolo della Menorah datato alla fine del III secolo d.C., troviamo il cubicolo delle Palme, così chiamato per la presenza ai quattro angoli della raffigurazione di palme da datteri, motivo ornamentale nella Diaspora. Le pareti sono occupate dai loculi che hanno parzialmente distrutto la ricca decorazione datata tra la fine del III e l'inizio del IV secolo d.C. In un'altra area della catacomba si trova il cubicolo dei Pegasi, con ogni probabilità un ipogeo pagano inglobato successivamente nella necropoli ebraica. I colori utilizzati negli affreschi delle pareti sono il rosso cinabro, il verde e il marrone. Al centro della volta troviamo una Nike alata, personificazione della vittoria, che impugna con la mano sinistra un ramo di palma e con la mano destra una corona di alloro che tende verso un giovane.