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Palazzo Falconieri

Architetture di Francesco BorrominiPagine che utilizzano l'estensione KartographerPalazzi di RomaResidenze dei FarneseRoma R. VII Regola
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Regola via Giulia palazzo Falconieri facciata 1180066
Regola via Giulia palazzo Falconieri facciata 1180066

Il palazzo Falconieri è un palazzo di Roma del XVI secolo, situato su via Giulia, adiacente alla Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte. Fu dapprima proprietà della famiglia Ceci, cui appartenne il cardinale Pomponio, che lo edificarono a partire dal 1515 ca., poi, dal 1574 degli Odescalchi e dal 1606 dei Farnese, come testimoniano gli stemmi. Nel 1638 Orazio Falconieri, della nobile famiglia fiorentina, diede incarico a Francesco Borromini di ampliarlo, portandolo da 8 a 11 assi di finestre, secondo il progetto originario. Ai lati della facciata su via Giulia sono presenti due grandi erme barocche con busti femminei e teste di falco poste come lesene o cariatidi e che presumibilmente sono opera almeno in parte del Borromini. Sul prospetto che affaccia sul fiume è invece interessante la loggia composta di tre arcate a tutto sesto del 1646. All'interno, di grande pregio sono il grande scalone e gli stucchi dei soffitti. Dal 1815 al 1818 vi abitò Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone Bonaparte, in quanto sorellastra del cardinale Fesch, allora residente nel palazzo. Oggi vi trova sede l'Accademia d'Ungheria, fondata qui nel 1927, a seguito dell'acquisto dell'immobile da parte dello Stato ungherese. L'Accademia possiede una biblioteca specializzata di più di 20.000 volumi. È stato utilizzato per l'ambientazione della casa del Dandi nella nota serie televisiva Romanzo Criminale.

Estratto dall'articolo di Wikipedia Palazzo Falconieri (Licenza: CC BY-SA 3.0, Autori, Immagini).

Palazzo Falconieri
Lungotevere dei Tebaldi, Roma Municipio Roma I

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Lungotevere dei Tebaldi
00186 Roma, Municipio Roma I
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Regola via Giulia palazzo Falconieri facciata 1180066
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Via Giulia
Via Giulia

Via Giulia è una strada di Roma, importante per motivi storici e architettonici. La strada, il cui progetto fu commissionato da Giulio II a Donato Bramante, fu una delle prime importanti realizzazioni urbanistiche della Roma papale. La sua apertura rispondeva a tre scopi: la creazione di un'arteria di scorrimento inserita in un nuovo sistema di strade sovrapposto al dedalo di vicoli della Roma medievale; l'edificazione di un grande viale circondato da sontuosi edifici per testimoniare la rinnovata grandezza della chiesa; e infine, la fondazione di un nuovo centro amministrativo e bancario vicino al Vaticano, sede dei papi, e lontano dal tradizionale centro cittadino del Campidoglio, dominato dalle famiglie baronali romane avversarie della chiesa. Nonostante l'interruzione del progetto dovuto alla Pax Romana del 1511 e alla morte del papa due anni dopo, la nuova strada divenne da subito uno dei centri principali del Rinascimento a Roma. Numerosi palazzi e chiese furono costruiti dai più importanti architetti dell'epoca, come Raffaello Sanzio e Antonio da Sangallo il Giovane, i quali spesso scelsero anche di trasferirsi nella via. A questi si affiancarono diverse famiglie nobili, mentre le nazioni europee e le città stato italiane scelsero di costruire le loro chiese nella via o nelle immediate vicinanze. Nel periodo barocco l'attività edilizia, diretta dai migliori artisti dell'epoca come Francesco Borromini, Carlo Maderno e Pietro da Cortona, proseguì senza sosta, mentre la strada, indirizzo favorito della nobiltà romana, divenne teatro di tornei, feste e sfilate carnevalesche. In questo periodo i papi e i mecenati privati continuarono ad occuparsi della strada fondando istituti di carità e fornendo acqua potabile alla zona. Dalla metà del XVIII secolo, lo spostamento del centro della città verso il Campo Marzio causò la cessazione dell'attività edilizia e l'abbandono della strada da parte della nobiltà. Quest'ultima venne sostituita da una popolazione artigiana che vi si trasferì insieme alle sue botteghe, e Via Giulia assunse quell'aspetto solitario e solenne che l'avrebbe caratterizzata per duecento anni. Dopo un declino di due secoli, a partire dalla metà del Novecento la strada ha vissuto una rinascita, e adesso è di nuovo uno degli indirizzi più prestigiosi della città.